Bon, mi sono iscritto alle lezioni online con John Patitucci, da effettuarsi con scambio reciproco di videi, presso l’artist work bass campus. L’idea sembra molto buona (e ci sono lezioni per un sacco di altri strumenti musicali).
Si carica un video di qualche minuto nel profilo personale (visibile anche da altri utenti, così che i suggerimenti dell’insegnante siano usufruibili da tutti) con una propria performance in un argomento su cui si vuole qualche consiglio, e appena possibile l’insegnante risponde con un suo video, che rimane collegato al primo esattamente come in un thread su un social network, con i suoi consigli ed indicazioni.
Ora devo solo organizzare la mente per decidere cosa chiedergli per prima cosa, perché se fosse per me gli chiederei TUTTO SUBITO. Andando in blocco come un vecchio Windows 98!
Bene, domani si parte coi Tunatones per un breve (ma intenso) tour a Tenerife! Seguiranno aggiornamenti… stay Tunaed!
- AGGIORNAMENTO -
…allora qui c’è la mia galleria fotografica, molto influenzata dalle bellezze naturali e culinarie (soprattutto culinarie, lo ammetto) mentre a questo link c’è il tour diary direttamente sul sito dei Tunatones! Con anche i link ad articoli su magazines locali, come vibrasmag, da cui è tratta questa significativa foto:
Behn signòòòre! Un 2012 impietoso verso i bassisti! Dopo Lloyd Brevett (storico bassista reggae), Adam Yauch dei Beastie Boys e pure Donald “Duck” Dunn, un altro “grande vecchio” del basso elettrico se ne va. Una delle colonne portanti della Motown Records e successivamente di moltissime altre produzioni musicali, il grande (anche fisicamente) Bob Babbitt.
Incredibimente, spulciando nella sua biografia online, vengo a sapere che è proprio Bob Babbitt ad aver suonato in uno dei maggiori successi di Jim Croce, “I Got A Name”, pezzo di cui, proprio il giorno prima della sua morte, ho registrato una cover per il progetto “Photographs and Memories“.
Poi, per non farci mancare nulla, ecco che arriva la notizia, lo stesso giorno, della morte di una vera e propria icona del Rock.
E per lui, per Jon Lord, non servono presentazioni…
Cosa ha fatto, Duck? Ha scritto delle basslines memorabili, sorreggendo sezioni ritmiche formidabili, di band altrettanto mitiche. Direi che può bastare, per entrare nella leggenda.
Lo ricordo con un paio di foto di quando sono andato a sostituire il bassista di una tribute band dei Blues Brothers, sparandomi un paio d’ore di scuola bassistica di prim’ordine! (Giusto per non dimenticarsi da dove si proviene…!)
…comunque per chi volesse dare uno sguardo d’insieme a ciò che ha fatto Duck Dunn potrebbe – oltre ad ascoltarsi centinaia di dischi, ovviamente – recuperare questa interessante raccolta:
Fioccano altre recensioni per un ulteriore lavoro che mi ha visto dietro le quattro corde, il disco d’esordio dei Tunatones. Surf e Rockabilly, fifties-style!
Alzi la mano quanti, almeno una volta nella propria carriera di musicisti, al termine di una serata live, non hanno pensato “ma a ‘sto locale non gliel’ha mica ordinato il dottore, di far suonare! Che si limitino a far panini e spinare birre che è meglio…!”
Ecco. In questo interessante blog si parla proprio di questo, con un lungo ed esauriente post che affronta svariati argomenti tipo l’offerta artistica, la promozione, i compensi… andatevelo a leggere, che merita!
Nonostante non sia un assiduo utilizzatore del plettro, per suonare il basso elettrico, ogni tanto mi risulta decisamente necessario usarlo, se non altro per ottenere quel tipico suono… come dire… “da plettro”!
Recentemente un mio amico chitarrista s’è cimentato nella realizzazione di plettri a partire da un polimero studiato apposta -insieme ad un paio di ingegneri dei materiali- per le sue caratteristiche di scorrevolezza e resistenza. E sono nati i Ninja Picks. La sua produzione va dai plettri per chitarra gypsy a quelli “normali”, ed io ho provato uno di questi ultimi.
La pagina dei video mostra i vari test, effettuati su chitarra elettrica, chitarra manouche e ovviamente anche sul mio basso.
Per quanto posso capire, la caratteristica che risulta più evidente è la scorrevolezza nell’attacco sulla corda che, nonostante una certa rigidità del plettro stesso, consente una pennata quasi senza sforzo.
Per ora i Ninja Picks possono essere acquistati solo attraverso il sito (qui nella versione per chitarra elettrica e acustica, e qui per quelli da gypsy) ma nonappena dovessero cominciare la distribuzione nei negozi di musica verrà sicuramente annunciato sul sito.