No, non c’entra il mitico pezzo dei Van Halen, c’entra il simpatico complessino dei Tunatones, che ha sfornato una nuova fatica discografica, dal roboante titolo di “VULCANO“!!
…disco della cui gestazione già avevo accennato qui…
Naturalmente il CD (e presto anche il Vinile, come nella migliore tradizione dell’etichetta Prosdocimi Records) è disponibile anche online, e più precisamente:
Anno nuovo, imprese nuove! Anche nel nuovo disco dei Tunatones ci sarà - per non smentirci - un medley di cover! Questa volta non di un singolo autore (come nel caso dell’omaggio a George Harrison, presente sul disco d’esordio iTunas) ma di tre diversi autori, accomunati dal genere musicale, duro e pesante.
E per non farci mancare nulla l’ultimo brano che compone questo medley è arricchito da un quintetto di fiati, arrangiati e condotti, naturalmente, dal sottoscritto!
Perché bisognerà pure che metta a frutto tutte le cose che il Maestro De Palma s’è dannato ad insegnarmi, no?!
Ecco giusto un paio di scatti, presi durante e dopo le session di registrazione, presso il Prosdocimi Recording Studio.
Approfitto dell’uscita di Fragmenta, il nuovo disco degli Helreidh (gruppo prog-metal in cui militai secoli fa e col quale sfornai due CD) per sottolineare come, secondo me, anche le cosiddette “cover” possano avere una loro rispettabilissima dignità. Finché si riesce a dare la propria personale cifra stilistica alla reinterpretazione di un qualsivoglia brano musicale, non vedo perché considerare una cover come qualcosa di meno valido rispetto ad un brano originale. Del resto l’ultimo album su cui ho suonato ne è la prova lampante…
E giusto per non farsi mancare l’angolo della bieca autopromozione, ecco un esempio tratto proprio dalla discografia degli Helreidh (da “Fingerprints Of The Gods“) che ovviamente mi vede presente e suonante.
Prendete un classicone degli Iron maiden, un mid-tempo energico ed incalzante, come Stranger In A Strange Land
…perché non rivisitarlo come ballad, con tanto di intro di pianoforte e basso fretless?
Ma del resto non sto dicendo nulla di nuovo, la storia della musica è zeppa di reinterpretazioni talmente radicali da diventare più efficaci o famose degli originali, quando non addirittura delle nuove canzoni a sé stanti!
Una delle cose che si vedono più spesso in internet, in campo musicale, sono clippini di musicisti che nella loro cameretta si sparano assoli ipertecnici, strabordanti semibiscrome. E vabbè, bravi bravissimi ma nove volte su dieci, personalmente, mi comunicano gran poco. E sinceramente prima di dare loro un giudizio come musicisti, vorrei sentirli – specie se bassisti – in un contesto d’insieme. In un gruppo, insomma.
Perché per fare davvero musica bisogna considerare anche cosa serve al brano che si sta suonando, sia in termini di note che di suono.
Giusto per citare un piccolo esempio personale, nel disco del cantautore veneziano Tommi (“Always” – Prosdocimi Records) uno dei pezzi era talmente diretto e semplice che qualsiasi funambolismo bassistico l’avrebbe sicuramente rovinato… e allora (a parte in un obbligato ritmico dove, appunto, ho suonato ciò che l’andamento degli altri musicisti prevedeva) mi sono inchiodato alle fondamentali dell’accordo, senza spostarmi mai.
Per aggiungere qualcosa ad una bassline così spoglia a seguito di questa iper-semplificazione e non potendo più lavorare con le note, ho lavorato col suono, ottenendo un timbro sferragliante grazie all’accordatura dell’intero basso un tono e mezzo sotto quella standard (per cui corde moscissime) e – ovviamente – una sana dose di plettro (tutto in downstrokes).
Un po’ come se i System Of A Down suonassero un pezzo di Tom Petty, per dire…
Il risultato lo potete ascoltare qui:
Perdonate il tragico gioco di parole, ma serve solo per annunciare l’inizio delle registrazioni di Photographs And Memories, un omaggio al cantautore americano Jim Croce, di cui l’anno prossimo ricorrerà il quarantennale dalla prematura scomparsa ed in cui sono stato coinvolto.
Prodotto dalla Velut Luna e curato dal tastierista e compositore vicentino Fabio Ranghiero offrirà una rilettura radicale ed una reinterpretazione personalissima di alcuni brani di Croce… perché quando si fa una cover, o ci si aggiunge un tocco personale o sennò non ha senso!
La prima giornata, all’Area Magister Studio, è passata “facendo i suoni”… fra batteria, piano a coda, contrabbasso, svariati bassi elettrici… domani tocca alle chitarre e alla voce e poi si comincia!
-GIORNO 2-
Come primo pezzo abbiamo registrato il mio brano per contrabbasso solo. Oltre alle varie canzoni reinterpretate, infatti, l’album si compone anche di “memories” personali, cioè brevi rivisitazioni completamente solistiche di un brano a scelta fra quelli di Croce, che si intervalleranno ai pezzi in cui suona tutta la band.
Le registrazioni successive sono state degli altri due brani che necessitavano del contrabbasso e, successivamente, del basso fretless. Il tutto dettato dalla necessità di registrare e finire per prime le canzoni che Fabio suonava al piano a coda, microfonato e sistemato ancor prima che io mettessi piede nello studio. Una volta terminate quelle registrazioni sono stati sistemati i microfoni per la registrazione dell’organo Hammond, col quale verranno fatti il resto dei brani, ed in cui utilizzerò il mio fido G&L L-2500 e – in un caso – anche il Fender Coronado.
-GIORNO 3-
A parte qualche piccolo problema – poi risolto – con le valvole dell’organo Hammond (si sa, con gli strumenti vintage va così…) il terzo giorno ha visto l’utilizzo dei bassi “normali”, con i tasti, cioè, per un’interpretazione più funk/blues.
La registrazione “alla vecchia”, cioè con tutti i musicisti che suonano “live”, seppur in stanze separate, invece di metter giù una traccia per volta, ha garantito un interplay molto più vivace, che sicuramente si sentirà sul prodotto finito!
L’ultimo giorno è dedicato esclusivamente alla vocalist Barbara Belloni, che registrerà le armonizzazioni alle sue parti di voce incise nei due giorni precedenti, noi però possiamo riposarci e passare la palla al fonico e produttore Marco Lincetto.
…una galleria completa delle foto di prove e registrazioni è disponibile QUI!
…ecco, per dieci grammi i Tunatoneshanno superato il tonno insuperabile!! I grammi sono ben 180, e solo di purissimo vinile!!!
Naturalmente si potrà avere anche la versione su quelle diavolerie moderne come il CD e il digital download da iTunes, nonappena sarà presentato ufficialmente, cioè nei primi giorni di febbraio (e con un immancabile concerto, immediatamente successivo… a breve ulteriori dettagli!)
Come avevo già anticipato qui, la collaborazione fra due musicisti italiani e una DJ e cantante scozzese aveva prodotto già alcuni frutti.
Aggiungendo un altro DJ questa volta olandese, ed una casa discografica tedesca, quello che si ottiene è un EP, disponibile anche su iTunes!